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martedì 28 giugno 2011

Dalla tecnica di base alla tattica individuale

 

Pare che le nuove generazioni di calciatori mostrino, sempre più, delle carenze tecniche che si evidenziano con un impoverimento dell’espressione di alcuni gesti quali il calciare, il colpire di testa e il dribbling.

Di conseguenza spesso la qualità del gioco di squadra espressa in campo non è delle migliori e il confronto con le altre realtà europee (specie quelle spagnole, francesi ed olandesi) ci vede spesso in difficoltà.

Analizzando alcune cause di tale impoverimento tecnico, si possono riscontrare le più evidenti, quali ad esempio la diffusa cultura della vittoria, la mancanza di occasioni di gioco nella vita quotidiana, che rende i ragazzi poveri dal punto di vista motorio, la scarsa motivazione all’impegno sportivo, i minimi investimenti economici nei settori giovanili.

Per migliorare tale situazione è evidente che non basta scaricare le colpe sugli altri, ma ogni operatore sportivo dovrà dare il proprio contributo.

La società calcistica, rappresentata dai dirigenti e dal responsabile del settore giovanile, ha il compito di definire la propria filosofia rispetto alla pratica sportiva dei giovani, esplicitando chiaramente i principi e le finalità a cui devono attenersi gli allenatori nel redigere la programmazione annuale.
Nella tabella 1 vengono esposte le linee guida per la programmazione calcistica per fasce d'età. I principi educativi a cui gli adulti devono attenersi sono quelli ispirati ai diritti, ai bisogni e alle caratteristiche evolutive dei giovani giocatori.
Gli allenatori potrebbero ripensare e migliorare i programmi di insegnamento-apprendimento della tecnica (qualità), aumentando, nel corso delle sedute di allenamento, il tempo da dedicargli (quantità).
La scuola allenatori del Centro Tecnico di Coverciano da anni propone ai propri allievi una classificazione dei gesti tecnici che dovrebbe essere il punto di riferimento per ciascun allenatore di settore giovanile, cui è demandato il compito arduo ma imprescindibile di gettare le basi (fondamentali tecnici) sulle quali costruire il futuro calciatore.
Nella tabella 2 vengono classificati gli obiettivi specifici relativi alla tecnica di base e alla tattica individuale.
L'allenatore nel redigere la programmazione tecnica potrebbe riferirsi a questa classificazione e scegliere quindi gli obiettivi da perseguire nel corso della stagione calcistica.
La scelta avviene autonomamente in base alla propria esperienza oppure la suggerisce la società tramite il responsabile del settore giovanile? Gli obiettivi vanno scelti e concordati insieme agli altri colleghi allenatori? Quali criteri bisogna adottare per scegliere tali obiettivi? E' bene lavorare su tutti gli obiettivi contemporaneamente con modalità differenti a seconda della categoria allenata, o si devono scegliere obiettivi dominanti per fasce d'età?
Visto il poco tempo a disposizione e le carenze con cui si è costretti ad operare continuare a lavorare da soli, "coltivando il proprio orticello", forse non è conveniente. Collaborare con i propri colleghi, condividendo programmi ed obiettivi potrebbe essere una strada che facilita lo sviluppo tecnico dei giovani calciatori.
Programmare in modo verticale, continuo e coerente per fasce d'età è un lavoro che "paga" dal punto di vista della qualità degli apprendimenti e ottimizza gli interventi degli allenatori.
Infatti se ogni tecnico scegliesse di allenare alcune capacità motorie e abilità tecniche e tattiche a stagione, concordandole a tavolino con i colleghi che allenano la categoria precedente e successiva alla propria, ne risulterebbe, a lungo termine, un lavoro completo, coordinato e coerente, che rassicura da eventuali insuccessi, dovuti a carenze di programmazione. Allora il giovane calciatore, cresciuto in un settore giovanile così bene armonizzato, potrà acquisire le abilità tecniche in modo ottimale, senza dover ogni volta ripartire da capo o senza sentirsi accusato di "non aver lavorato a sufficienza" con l'allenatore dell'anno precedente. Si fa prestoinfatti a scaricare la colpa agli allenatori che ci hanno preceduto!

LA PROGRAMMAZIONE TECNICA
Gli allenatori, con la supervisione del responsabile del settore giovanile, potrebbero redigere e condividere la programmazione tecnica che riguarda la scelta degli obiettivi specifici.
La tabella 3 e la tabella 4 esemplificano, a livello puramente indicativo, un'ipotesi di programmazione, che evidenzia gli obiettivi tecnici dominanti per fasce d'età e i mezzi di allenamento più idonei per il loro raggiungimento.
Con i piccoli amici si parla di educazione motoria di base o di alfabetizzazione motoria la cui finalità è quella di fornire gli strumenti di base per potersi muovere e dunque giocare. Il mezzo di allenamento da privilegiare è il gioco in tutte le sue forme con l'intento di educare le condotte motorie primarie.
Con i pulcini si parla di gioco sport calcio nel senso che l'attività ludica deve avere un ruolo preponderante. Per un pulcino il calcio è ancora un gioco individuale, non uno sport di squadra, tant'è vero che la sua massima esigenza è quella di avere un pallone tutto per sé (dominio della palla), poterlo portare dove vuole (guida della palla), per scartare l'avversario (dribbling), allo scopo di fare goal (tiro in porta). E' proprio a partire dall'analisi di questi loro bisogni che si scelgono gli obiettivi tecnici dominanti. Il mezzo di allenamento da privilegiare è dunque l'1>1, durante il quale si allenerà anche la fase difensiva e nel caso specifico la capacità di marcare il p.p. (portatore di palla).
La tabella 3 evidenzia che gli obiettivi specifici si concatenano in senso orizzontale dando origine a percorsi didattici precisi. Per esempio il secondo percorso proposto per la categoria pulcini parte dall'allenamento del gesto tecnico del calciare (ovviamente onnipresente) da utilizzare per tirare in porta, con l'opposizione di un avversario (difesa della porta) e/o di un portiere.
Con gli esordienti si parla di avviamento al calcio che mette in guardia dalla "tentazione forte" in ogni mister, di proporre la specializzazione nei ruoli e nei sistemi di gioco, anticipando le tappe della formazione calcistica. Da questa età in avanti raggiunto anche un certo grado di maturità mentale e superato l'egocentrismo infantile, i ragazzi sono pronti per capire che il calcio è un gioco di squadra nel quale è fondamentale collaborare. Spesso un buon passaggio è più efficace di un dribbling. Ecco dunque il primo percorso didattico proposto per gli esordienti, che se in fase offensiva si passano la palla, in fase difensiva dovranno imparare ad intercettarla, anticipando ed occupando con tempestività le linee di passaggio. Il secondo percorso didattico prevede che a partire dallo stop si arrivi a difendere la palla sulla pressione dell'avversario, che marcando il pp da dietro cercherà di conquistarla.
Le situazioni di gioco proposte in superiorità numerica hanno lo scopo di favorire la fase offensiva dando più tempo e spazio agli attaccanti.
E' con la categoria giovanissimi che si comincerà a parlare di inizio della specializzazione calcistica, ovvero l'iniziazione ai ruoli più adatti alle caratteristiche dei giocatori, educandoli a comprendere ed utilizzare i sistemi e le strategie di gioco. La parte preponderante del primo percorso didattico proposto per i giovanissimi è riservata allo smarcamento, essenza del gioco offensivo senza palla e di conseguenza alla marcatura dell'attaccante senza palla, appoggio o sostegno che sia. Il secondo percorso, a partire dalla tecnica del calciare, prenderà in considerazione il cross (passaggio dalle fasce verso il centro), per favorire il colpo di testa dell'attaccante e di conseguenza l'intervento difensivo del rispettivo marcatore (duello aereo).
La proposta descritta lungi dall'essere esauriente ed approfondita vuole semplicemente essere uno spunto di riflessione e di lavoro, soprattutto per gli allenatori impegnati nel difficile compito di migliorare la tecnica calcistica di cui tanto si parla e di cui tanto c'è bisogno. L'idea potrebbe essere quella di scegliere pochi obiettivi alla volta, ma di perseguirli tenacemente.

LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA (Tabella 1)
Gli allenatori, sempre con la supervisione del responsabile del settore giovanile e la consulenza dello psicopedagogista, potrebbero redigere e condividere la programmazione educativa per fasce d'età, che riguarda i fattori psicologici della prestazione calcistica e gli stili di vita da atleta.
Obiettivi riferiti alle capacità cognitive
Le capacità cognitive necessarie per apprendere a giocare a calcio sono molteplici. L'equipe di allenatori potrebbe scegliere di sviluppare nei piccoli amici la percezione, la conoscenza di sé e la creatività, assecondando le naturali caratteristiche tipiche di questa età. Con i pulcini si possono perseguire obiettivi relativi alle capacità di concentrarsi e stare attenti. Agli esordienti si può richiedere e dunque allenare le capacità di osservare e comprendere (due capacità preliminari al pensiero tattico). Gli obiettivi riferiti agli esordienti riguardano lo sviluppo della capacità di analisi e sintesi, di risolvere i problemi (scelta) e di autovalutarsi
Obiettivi riferiti alle capacità emotivo-affettive
Programmare lo sviluppo delle capacità emotivo-affettive consente di mettere nelle condizioni il giovane di apprendere al meglio il gioco del calcio. Ai più piccoli è necessario proporre attività giocose per far in modo che si appassionino all'attività motoria. Bisogna poi creare le condizioni che permettano a tutti di provare gratificazione e successo (riuscita), dovuto al miglioramento delle proprie prestazioni individuali (rispetto al livello personale di partenza). L'acquisizione e il rinforzo dell'autostima andrà di pari passo alla riuscita sperimentata nelle attività che l'allenatore proporrà. Nel gioco del calcio è importante imparare a gestire le emozioni per non incorrere in errori e/o comportamenti istintivi che non portano nulla di buono alla squadra. La capacità di diventare autonomi nelle scelte di gioco rappresenta l'obiettivo finale dello sviluppo di queste capacità.
Obiettivi riferiti alle capacità sociali
Le capacità sociali come il rispetto delle regole, degli altri, la capacità di collaborare e cooperare sono alla base del calcio, essendo questo un gioco di squadra. Il calciatore che non riesce a raggiungere questi obiettivi avrà scarse capacità di apprendere in modo ottimale questo gioco.
Obiettivi riferiti agli stili di vita da atleta
Adottare uno stile di vita sano (alimentazione, movimento, risposo) dovrebbe rientrare nella mentalità sia degli adulti, sia dei giovani calciatori. Una vita poco sana può inficiare tutti gli sforzi che si fanno in allenamento.
Giocare quotidianamente all'aria aperta e limitare i passatempi sedentari dovrebbero rappresentare le condotte prioritarie dei giovani atleti.
La richiesta di impegnarsi seriamente  nello studio, per potersi realizzare culturalmente, professionalmente e non solo dal punto di vista sportivo, completa un'attenta programmazione educativa.

Classificazione delle attività di allenamento
 
Esistono diverse tipologie di attività da utilizzare durante la seduta di allenamento ed ognuna di esse ha delle caratteristiche specifiche. Ciascuna attività consente di allenare maggiormente un fattore della prestazione rispetto ad un altro, oppure di allenarli contemporaneamente. Questi mezzi di allenamento hanno un elevato indice di efficacia (rapporto fra il tempo di applicazione ed il risultato ottenuto) nel momento in cui producono:
·       apprendimento
·       simulazioni delle condizioni di gioco
·       esperienze di successo
·       trasferibilità degli apprendimento al contesto-partita
 
        
CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA' DI ALLENAMENTO
 
INFLUENZA SUI FATTORI DELLA PRESTAZIONE 
 
PS
TC
TT
F
GIOCHI POLIVALENTI
Tradizionali, avviamento allo sport e polisportivi
+++
+
+++
++
 
ESERCIZI SENZA PALLA
(andature, corse, salti, balzi, ginnastica a corpo libero, posture, percorsi, circuiti)
 
 
 
 
 
 
 
+++
 
ESERCIZI CON LA PALLA
(individuali, a coppie, a terne, a gruppi, di reparto, percorsi, circuiti)
 
 
+
 
+++
 
 
+
 
SITUAZIONI DI GIOCO SEMPLICI
(dall'1>1 al 3>3 aspecifiche - specifiche)
 
 
++
 
++
 
+++
 
++
 
SITUAZIONI DI GIOCO COMPLESSE
(dal 4>4 all'11>11 di reparto, fra reparti)
 
 
++
 
++
 
+++
 
++
 
POSSESSI PALLA
Base, generali, a tema
 
++
++
++
++
 
PARTITE E GIOCHI A TEMA
con vincolo tecnico, con vincolo tattico-strategico)
 
 
+++
 
+++
 
+++
 
+++
 
PARTITA
gioco libero, minipartite, partite di allenamento e partite ufficiali
 
 
+++
 
+++
 
+++
 
+++
Legenda: FATTORI DELLA PRESTAZIONE             (+ = poco; ++ = abbastanza; +++ = molto)
·       PS = psicologico (cognitivo, socio-relazionale, emotivo-affettivo)
·       TC = tecnico
·       TT = tattico
·       F   = fisico 

L'articolo è a firma di Stefano Bonaccorso, componente della Commissione per l'Attività di Base del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

sabato 12 marzo 2011

Sessanta tecnici a lezione per '' Migliorarsi insieme''

Il Centro sportivo di Villanova intitolato all’ex arbitro internazionale Bruno De Marchi ha ospitato il primo appuntamento stagionale con l'iniziativa "Migliorarsi insieme". Propone una serie d’incontri formativi per allenatori ed è organizzata per il secondo anno dal Pordenone Calcio, con il coinvolgimento delle altre cinque società cittadine che fanno parte del Sistema calcio giovani. Nella lezione inaugurale, alla quale hanno partecipato una sessantina di mister e istruttori, è intervenuto in qualità di relatore Stefano Bonaccorso, responsabile tecnico della Scuola calcio dell'Atalanta e membro della Commissione nazionale attività di base della Figc.
L'incontro è stato diviso in due momenti. Il primo, pratico, si è svolto all'esterno, sul campo sintetico. È stato incentrato sulla struttura della seduta dell'allenamento, con particolare riferimento allo stop della palla attraverso una serie di esercitazioni tecniche. Il secondo, teorico, si è svolto invece nella sala riunioni. Bonaccorso ha parlato d’insegnamento e apprendimento della tecnica di base, concludendo con un confronto finale con gli "studenti" che hanno condiviso le loro esperienze.
"Migliorarsi insieme" proseguirà venerdì 8 aprile. Alle 18.30, sempre negli spazi della cittadella sportiva del "De Marchi", il relatore sarà ancora Bonaccorso, che terrà una lezione su come allenare la guida della palla.

domenica 6 marzo 2011

Iniziano a Roma i corsi per "Allenatore di Settore Giovanile UEFA C"

Una nuova figura tecnica sta nascendo tra i quadri tecnici del calcio italiano. Dopo l'inizio dato da Coverciano, martedì primo marzo, presso il Centro Sportivo "Giulio Onesti" di Roma, con Gianni Rivera e Renzo Ulivieri e Franco Causio nel ruolo di anfitrioni, ha preso il via il corso sperimentale per "Allenatore di Settore Giovanile Uefa C". Vi partecipano 40 istruttori indicati da altrettante società del territorio laziale che sono state prescelte per meriti tecnici e organizzativi. Il corso è stato istituito dalle componenti della FIGC che sono direttamente coinvolte nella formazione dei giovani calciatori: il Settore Tecnico, il Settore Giovanile e Scolastico, l'Associazione Italiana Allenatori, con il contributo del Club Italia – Squadre Nazionali Giovanili.
Il corso, nasce dalla volontà della FIGC di aderire alla 'Carta del Grassroots Football della UEFA' e dare continuità al progetto rispondendo ai requisiti richiesti dalla Uefa. Tra questi, quello di formare tecnici in grado di operare specificatamente nelle categorie di base e nel primo agonismo, educatori capaci sia di diffondere tra i ragazzi i principi etici della partecipazione al gioco, che un'adeguata formazione tecnico – tattica.
Il corso, che terminerà il 20 aprile, sarà articolato in 120 ore di lezioni su 9 settimane nelle quali è compreso anche un corso per l'abilitazione ad operatore BLS-D (Primo soccorso e utilizzo dei defibrillatori) e un tirocinio didattico di 2 settimane, al termine del quale è poi previsto per il 28 maggio un esame che qualificherà gli allievi come "Allenatore giovani calciatori Uefa C" con la possibilità di allenare in tutti i campionati giovanili fino agli Allievi Nazionali. Ai tecnici idonei, inoltre, verranno riconosciuti dei crediti, in quantità differente in base ai risultati dell'esame, da utilizzare, dopo due anni di tesseramento nei campionati giovanili, per partecipare al Corso Uefa B.

Di seguito, i docenti che si alterneranno in cattedra:
Stefano D'Ottavio, Area Tecnica e Area Fisico-Motoria
Sergio Roticiani, Docente Area Tecnica
Roberto Menichelli, Docente Area Tecnica e Calcio a 5
Stefano Farina, AIA, Regolamento di Gioco
Paolo Zeppilli, Responsabile Sezione Medica
Alberto Cei, Area Psicologia
Massimo Tell (Carte Federali)
Vincenzo Castelli, Medico – Presidente Associazione "Giorgio Castelli" (Corso BLSD)
Roberto Samaden, Area Tecnica
Giorgio Molon, Area Tecnica
Maurizio Viscidi, Area Tecnica
Claudio Del Ciello, Area Tecnica – Portieri
Rita Guarino, Area Tecnica - Attività Femminile
Ferretto Ferretti, Area Fisico-Motoria
Stefano Fiorini, Area Fisico-Motoria
Giovanni Messina, Area Fisico-Motoria
Maria Grazia Rubenni, Area Medica
Luca Gatteschi, Area Medica
Vincenzo Santoriello, Area Medica
Felice Accame, Area Comunicazione
Alfredo Trentalange, AIA, Regolamento di Gioco

lunedì 21 febbraio 2011

Moduli di gioco e modelli di prestazione nel calcio giovanile

Secondo appuntamento del 2011 con la rubrica di approfondimento sul calcio giovanile realizzata in collaborazione con il periodico "Calcio Illustrato". Questo mese l'articolo è a firma di Sergio Roticiani - Membro della Commissione Nazionale Attività di Base SGS.

"Mi pare che negli ultimi anni il calcio abbia privilegiato molto l'aspetto fisico rispetto a quello tecnico e probabilmente è una scelta che parte già a livello giovanile. Penso sia importante, grazie anche all'accordo stipulato con il Settore Tecnico, che prima si scelgano ragazzi bravi con la tecnica e che poi si formi l'atleta: il contrario secondo me è impossibile. Se i ragazzi hanno problemi di dialogo con il pallone e la buttano solo sul fisico, potrebbe diventare un altro sport" . Gianni Rivera Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C.

Il mondo calcistico giovanile abbraccia uno spazio anagrafico estremamente ampio e variegato, che identifica a livello prestativo vari modelli a cui fare riferimento.

Gli spazi di gioco variano in riferimento all'età, favorendo una opportuna sollecitazione agonistica, funzionale alle disponibilità motorie dei ragazzi e trovano la loro giustificazione sia sul piano strettamente tecnico che fisico.  Tab. n°1.

Gli spazi ridotti così come il numero dei giocatori, le regole più semplici, un maggior numero di tempi di gioco, l'obbligo di far partecipare alla gara tutti i bambini presenti,  così come un graduale avvicinamento al calcio degli adulti attraverso l'ampliamento degli spazi e l'introduzione di regole come il fuorigioco o il retropassaggio al portiere, evidenziano come l'attenzione del Settore Giovanile sia già nella fase dei primi insegnamenti calcistici, rivolta ad utilizzare lo strumento calcio come vettore di formazione umana e sociale, prerequisito irrinunciabile per garantire  al giovane dotato di talento un sereno percorso di crescita e al meno capace di coltivare un amore per il calcio condiviso.

La tecnica nel gioco del calcio indipendentemente dal livello di qualificazione dell'atleta, rappresenta lo strumento operativo per risolvere problematiche legate alla situazione di gioco. L'abilità ad esprimere grande qualità non sta nel modello esecutivo ma nell'efficacia che esso propone.

Non dimentichiamo che il calcio è uno sport di situazione, e che quindi esercitarsi in maniera costante ed esclusivamente standardizzata, è contrario al carattere "aperto" delle abilità calcistiche. Il calcio, cioè, è caratterizzato da open-skills, cioè da abilità aperte, eseguite pertanto in ambiente imprevedibile e mutevole e che richiede a chi la esegue di adattare i suoi movimenti in risposta. (Schmidt, Wrisberg, 2000).
Prassi consolidata propone un percorso di formazione tecnica che ha la sua genesi nella ripetizione dei vari fondamentali per arrivare alla fine di un congruo numero di ore di pratica al gioco vero e proprio.
Pur riconoscendo il ruolo didattico importante che viene conferito alla ripetizione dei vari fondamentali in un contesto ambientale stabile, siamo convinti che procedure didattiche più efficaci siano rappresentate dai giochi su spazi ridotti. (D'Ottavio –Small side games).
Il modello dell'allenamento e il carico sostenuto dovrebbe caratterizzarsi su elementi specifici tipici del modello di gara, al fine di garantire gli adattamenti più significativi sia sul versante fisico che su quello tecnico-tattico.
"Studi recenti sull'apprendimento vedono in maniera negativa la separazione di quello che viene imparato da come e dove viene imparato. Le circostanze in cui le conoscenze vengono sviluppate sono un elemento determinante per l'apprendimento." Andreas Holzinger- Alexander Nischelwitzer- Matthias Meisenberger
Nell'apprezzamento dei fondamentali tecnici, il percorso di formazione del giovane, attraversa fasi che sono caratterizzati inizialmente da una presa di coscienza delle varie espressioni della tecnica, per poi integrarle all'interno di un ambiente che via via diventa sempre più disturbato (situazione di gioco).

Sapere, utilizzando una prassi terminologica classica, sta a significare il dinamismo che si realizza tra la fase di comprensione del gesto e l'esecuzione dello stesso in una forma di approssimazione coordinativa ("dalla comprensione del compito alla coordinazione grezza" - Meinel).
Una volta compreso il modello esecutivo, il principiante nel controllo della propria azione utilizzerà canali di tipo informazionale, legati principalmente a una sensorialità visiva. L'esecuzione risulterà goffa, approssimativa, lenta, ma questa fase gli permetterà di rendere più pronti alla regolazione e al controllo del movimento canali sensoriali di tipo propriocettivo e cinestesico che produrranno nel tempo adattamenti di tipo qualitativo.
Il bambino migliorerà con l'allenamento la qualità dell'esecuzione, destinando l'analizzatore visivo a un più efficace controllo dell'ambiente di gioco che da prossimale acquisirà con il training una maggiore capacità spaziale.
Nello schema seguente, sono evidenziate le attività che concorrono in questa prima fase alla formazione delle abilità tecniche:
1- Sollecitazione tecnico\coordinativa:
Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:
• Percorsi motori, dominio della palla
• Esercitazioni tecniche (ambiente stabile)
• Esercitazioni tecniche (stimoli di natura senso-percettiva e\o coordinativa)
2 - Sollecitazione tecnico\applicativa:
Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:
• Esercitazioni tecniche (regime di rapidità e\o pressione temporale)
• Esercitazioni tecniche (regime di gara)
• Esercitazioni tecniche (con disturbo ambientale)
La percentuale di allenamento rivolta all'esigenza di conoscere ed esplorare i vari comportamenti tecnici assume valori alti nelle prime fasi della formazione per poi diminuire drasticamente.
Altra prassi metodologica utile a favorire una rapida qualità nell'ambito della conoscenza è l'utilizzo di una corretta terminologia che valorizza la stretta simbiosi tra comportamento/azione e struttura cognitiva.
Il passaggio tra una fase di approssimazione e una fase di migliore qualità esecutiva si acquisisce attraverso attività di allenamento che seppur privilegiando il gioco segue protocolli dove rapidità e difficoltà coordinative caratterizzano l'esercizio.

Saper fare, si esprime nell'applicare le conoscenze tecniche in un ambiente che diventa progressivamente più imprevedibile, questo permette al giocatore di variare l'esecuzione in linea con le richieste situazionali. Contestualmente a una maggiore plasticità esecutiva, risulterà più corretta anche l'esecuzione del gesto che favorita nella sua regolazione da canali propriocettivi più sofisticati si affinerà avvicinandosi al modello tecnico di riferimento.

La ripetizione tenderà a una automatizzazione dei vari comportamenti tecnici ("dalla coordinazione grezza a quella fine" – Meinel) e questo determinerà una maggiore efficacia nelle azioni dei calciatori.

La funzionalità del gesto dovrà nelle varie attività di allenamento essere continuamente stimolata da proposte che dal semplice al complesso condizioneranno continuamente il comportamento tecnico del giocatore.

Da una azione fortemente influenzata dall'individualismo tattico inteso come applicazione del gesto in un contesto di gioco specifico, si passerà ad esercitazioni che dovranno prevedere nuclei di giocatori che si impegneranno accordare le proprie azioni al fine di risolvere problemi di natura collettiva.

Il metodo del gioco risulterà assolutamente più congeniale alle caratteristiche dei giovani calciatori che sollecitati a risolvere problemi e ad attivare procedure cognitive specifiche, arriveranno a un saper giocare insieme efficace e produttivo.

Le esercitazioni preposte a influenzare un comportamento "intelligente" teso a contribuire alla formazione di una "disponibilità variabile – Meinel"  vengono illustrate nel successivo schema.

Sollecitazione tecnico\situativa:
Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:
• Esercitazioni tecniche (con avversario da semi-attivo ad attivo e  funzionale)
• Esercitazioni tecniche (in situazioni di gioco specifiche)
• Esercitazioni tecniche (in situazione di sovra\sottonumero)

Sollecitazione tattico\collettiva:
Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:
• Esercitazioni tattiche individuali
• Esercitazioni tattiche (combinazione di gioco a 2 o più giocatori)
• Esercitazioni tattiche (in giochi a tema tattico)
• Esercitazioni tattiche (in situazione gara)

Saper giocare, si evidenzia nella costante evoluzione dei vari comportamenti e che conduce il giovane calciatore ad interagire sempre più efficacemente con i propri compagni. La capacità di poter disporre di qualità tecniche e di risolvere situazioni impreviste lo pone in una condizione privilegiata. La disponibilità ad assecondare i comportamenti dei compagni ponendo come priorità l'interesse tattico comune pone già dalla categoria esordienti la capacità di gioco al centro dell'interesse didattico.

I gruppi aperti faranno sempre parte di una idea metodologica che non esclude i meno pronti, ma dalla categoria esordienti è consentita una diversità per livelli soprattutto in alcune esercitazioni di allenamento.

Il saper giocare trova la sua massima espressione nella capacità di mettersi al servizio di coloro che manifestano difficoltà, la consapevolezza che il giovane acquisisce nel considerare importanti le esigenze della squadra lo porranno in una condizione di interagire sempre meglio con i compagni.

La comunicazione tra i giocatori si arricchirà di strumenti verbali pronti a riconoscere e discriminare le varie azioni, collegate ad esercitazioni tecniche dinamiche si tenderà a categorizzare i comportamenti base.

Nello schema sottostante sono illustrate le attività che contribuiscono al saper giocare collettivo e che rappresentano alcune delle attività da proporre:

Sollecitazione tattica: strutturazione del sistema di gioco

Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:

• Studio e strutturazione di movimenti: di reparto/i e di squadra (a 7, a 9 e a 11)

• Studio e strutturazione di palle inattive

• Confronto o gara o test match

Sollecitazione fisica:
Le attività che comprendono questa famiglia di esercizi consistono:

• Esercitazioni con l'uso della palla (mezzi speciali)

• Esercitazioni senza l'uso della palla (sollecitazione specifica)
Per saper giocare sempre meglio risulta ovvio che il gioco diventa lo strumento fondamentale, situazioni tattiche strutturate e funzionali a costruire comportamenti collettivi, avranno largo spazio nella seduta di allenamento.

Gruppi Allenanti Fondamentali

⇒ GRUPPO A - GIOCARE) Attività, Esercitazioni, Giochi in spazi ridotti con compagni ed avversari senza vincoli imposti dall'allenatore

⇒GRUPPO B - IMPARARE) Attività, Esercitazioni, Giochi, dedicate alla capacità di apprendimento degli schemi di movimento tipici e senza la presenza di avversari attivi.

⇒ GRUPPO C - APPLICARE) Applicazione degli apprendimenti tratti dal Gruppo B) in regime di gioco, dove l'influenza degli avversari determina nuovi apprendimenti comportamentali flessibili ed efficaci.

⇒ GRUPPO D - DEFINIRE) Applicazione in ambito di gioco, di variazione delle regole, partite a tema, induzione comportamentali dei singoli e collettive con rispetto ad un obiettivo tattico finale

In un modello didattico schematico come si evidenzia nella tabella successiva,  lo stimolo  allenante dovrebbe strutturarsi sin dalla categoria pulcini in un sviluppo dell'impianto coordinativo prerequisito essenziale a favorire l'apprendimento dell'elemento tecnico specifico, contestualmente avrà uno spazio sempre maggiore, l'applicazione del gesto in un contesto di variabilità esecutiva, per cui l'azione tecnica sarà soggetta a richieste di rapidità e/o  disturbo da parte dell'avversario.

La capacità di decentramento e di apprezzamento della realtà collettiva del gioco, condurrà a una predisposizione sempre maggiore a una qualificazione delle competenze tattiche, ovvero a quella capacità di relazionarsi col compagno/i al fine di raggiungere obiettivi comuni.

L'approdo al gioco a 11 richiederà anche una maggiore attenzione al disporsi in campo in funzione di  un sistema di gioco che dovrà da una parte, adeguarsi alle caratteristiche dei giovani calciatori e dall'altra sollecitare matrici di movimento nuove, vivacizzate da esperienze e moduli di gioco differenti.

MoLa sollecitazione fisica orientata a migliorare le risposte funzionali di un organismo ancora in forte evoluzione, inizierà nell'organizzazione del carico ad acquisire una sua fisionomia, avendo comunque e sempre una posizione gerarchica di secondo piano rispetto alla realtà tecnico-tattica  che qualifica la disciplina calcio a forte "impatto cognitivo".

domenica 20 febbraio 2011

Presentato lo Stage Barcellona: il 4-5 giugno studiamo il possesso palla spagnolo a Jesolo!

Dopo lo Stage Internazionale con l’Ajax (“Lo sviluppo tecnico-tattico nell’attività di base”) dello scorso anno che ha visto la partecipazione di circa 120 allenatori e dirigenti arrivati da tutta Italia, la società SandonaJesoloCalcio organizza quest’anno uno Stage con il settore giovanile più forte del mondo, ossia quello del BARCELLONA.

Il 4 e 5 giugno 2011 arriveranno a Jesolo:
- Albert Benaiges Sala (Director Escuela F.C.Barcelona) (talent scout, tra gli altri, di Messi, Iniesta, Piqué, Puyol, Victor Valdés, Busquets, Pedro, Bojan...)

- Isaac Oriol Guerrero Hernández (Coordinador General Escuela F.C.Barcelona)

Coordinerà le attività Riccardo Bovo (Preparatore Atletico Sett.Giovanile del Padova).

Saranno 2 giorni molto intensi di lavoro sia sul campo, sia in aula per gli aspetti teorici. Al termine verrà consegnato ai partecipanti un attestato di partecipazione.

Per qualsiasi tipo di informazione scarica il modulo d'iscrizione e le informazioni oppure contattare Alessandro Dusi marketing@sandonajesolocalcio.it.

mercoledì 16 febbraio 2011

CORSI CONI-FIGC per “Istruttori di Scuola Calcio “ privi di qualifica federale

Il Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C., in collaborazione con il C.O.N.I. Uffici Manifestazioni Promozionali Centri Giovanili e Scuola Regionale dello Sport, organizza un Corso di informazione per “Istruttori di Scuola Calcio”, al quale potranno presentare domanda tutti i tecnici ,che abbiano un’età minima di anni 18, privi di qualifica Federale e operanti in ambito giovanile in società di pertinenza della Delegazione di TREVISO.

Il corso si terrà nella provincia di TREVISO dal 29/03/2011 al 21/05/2011.

Luogo di svolgimento TREVISO

Per informazioni : n. tel. Delegazione 0422-421565 n. fax Delegazione 0422-421586

Referente MARCHESINI MAURIZIO Cell. n. 3498086384

Al Corso saranno ammessi un minimo di 35 iscritti sino ad un massimo di 50.

I candidati dovranno presentare DOMANDA, utilizzando il modello allegato, ENTRO E NON OLTRE il VENERDI 04 MARZO 2011 ore19.00 presso la sede della Delegazione Distrettuale di TREVISO – Viale della Repubblica n. 243 (negli orari di apertura) oppure la potranno inviare a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, purché pervenga nel medesimo termine massimo del 04/03/2011.

Alla domanda – utilizzare il modello predisposto - dovrà essere allegato:

1) un certificato di idoneità alla pratica sportiva NON AGONISTICA del giuoco del calcio - IN ORIGINALE (con validità fino al termine del Corso) rilasciato dal Medico di Medicina Generale (che avrà cura di apporre il timbro dell’ULSS di appartenenza) o da Specialisti in Medicina dello Sport, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative.

2) la dichiarazione firmata dal Presidente della Società, redatta su carta intestata della stessa, che attesti il suo operato presso la società nella stagione sportiva in corso specificando la categoria in cui svolge le mansioni di tecnico.

SELEZIONE PARTECIPANTI

Qualora si dovesse procedere ad una selezione dei partecipanti, per richieste in numero superiore al previsto, dovrà essere data precedenza a coloro che sono già impegnati attivamente nelle Scuole di Calcio (in particolare se in un Centro Calcistico di Base), oltre che tenere in considerazione la data di arrivo delle richieste( verrà stilata una graduatoria in base all’ordine di arrivo delle domande. Nel caso di domande pervenute contemporaneamente costituirà titolo di preferenza la maggiore età anagrafica).

Al Corso può partecipare un solo tecnico per Società. Le società che hanno più tecnici interessati al Corso, dovranno segnalare a quale nominativo dare la preferenza. Gli altri tecnici verranno ammessi allo stesso Corso in caso di posti disponibili, sino al raggiungimento dei 50 previsti.

SVOLGIMENTO CORSO

Il Corso avrà la durata di 85 ore di lezione (comprensive di valutazione finale da effettuarsi non prima di 4 settimane dopo l'effettuazione del tirocinio), così suddivise:

Parte specifica 70 ore a carico della F.I.G.C. - Settore Giovanile e Scolastico

sezione A: indicazioni didattico-metodologiche - Calcio Femminile

e Carte Federali 32 ore (teoria e pratica)

sezione B: psicopedagogia 6 ore (teoria)

sezione C: rapporti Società Sportiva-Scuola 3 ore (teoria)

sezione D: medicina sportiva 6 ore (teoria) + 5 ore di Corso BLSD per ottenere

l’abilitazione IRC all’ utilizzo del defibrillatore semiautomatico (in collaborazione con il 118)

sezione E: norme arbitrali 3 ore (teoria)

sezione F: Associazione Italiana Allenatori Calcio 1 ora (teoria)

sezione G: Associazione Italiana Calciatori 1 ora (teoria)

valutazione: tirocinio presso una Scuola Calcio 10 ore (teoria-pratica)

arbitraggio di 3 gare della categoria di base 3 ore

più ESAME con test valutativi e tesina 3 ore (teoria)

Parte generale 15 ore a carico C.O.N.I.

modulo A: teoria e metodologia dell'insegnamento 6 ore (teoria)

modulo B: teoria e metodologia dell'allenamento 7 ore (teoria)

valutazione: test valutativi 2 ore

Il monte ore verrà ripartito in moduli da 3/4 ore ciascuno, con frequenza di circa 3/4 incontri settimanali, più il tirocinio.

Le lezioni teoriche e pratiche si svolgeranno in sedi da individuare a cura delle Delegazioni Provinciali/Distrettuali della F.I.G.C..

MODALITA’ DI VALUTAZIONE

Potranno essere valutati gli allievi che avranno seguito il 90% delle presenze per ciascuna materia ( qualora l’allievo salti lezioni specifiche fondamentali per il prosieguo del corso o per l’ammissione all’esame finale, sarà possibile prevedere il loro recupero in altri corsi avviati nella stessa provincia o in altre province limitrofe).

Verranno sottoposti ad esame secondo le seguenti indicazioni:

1 – valutazione del CONI

2 - valutazione del tirocinio didattico attraverso:

a) presentazione tesina relativa allo sviluppo di una seduta di allenamento inserita in un programma didattico più generale per una delle categorie di base, definita di concerto con il coordinatore didattico del corso, indicandone gli aspetti peculiari;

b) osservazione del tirocinio didattico praticato dall’allievo, effettuata di concerto con il “tutor”;

3 – valutazione test scritto relativo alla parte specifica FIGC;

4 – discussione finale inerente la parte specifica FIGC, con particolare riferimento alla tesina presentata, al test scritto e al tirocinio effettuato.

I partecipanti dovranno versare all’inizio del corso una quota di iscrizione di € 150,00, comprensiva dei libri di testo, a mezzo assegno circolare intestato a: F.I.G.C. DELEGAZIONE TREVISO

Alla conclusione del Corso sarà rilasciato, a tutti i corsisti, un attestato di partecipazione dalla Scuola Regionale dello Sport.

I candidati che concluderanno il corso superando con esito positivo le prove di valutazione acquisiranno n. 6 punti validi per l’eventuale ammissione al corso di Allenatore di Base.

giovedì 3 febbraio 2011

Ad ogni età il giusto allenamento

Quando si parla di calcio giovanile occorre rammentare che all'interno di questo lungo periodo cosiddetto evolutivo devono essere contemplate almeno tre grandi fasi dello sviluppo che comportano una serie di modificazioni che investono svariati ambiti di crescita.

Dai cinque agli otto anni si il bambino si trova in una fase ancora infantile che si caratterizza da una attenzione limitata e da un egocentrismo spiccato che tende a far prevalere un controllo dei movimenti soprattutto di tipo senso motorio. Infatti i bambini vorrebbero avere sempre loro la palla ed essere al centro dell'attenzione. Il comportamento motorio risulta irrazionale ed a volte disordinato soprattutto nei più piccoli e la didattica deve prevedere regole semplici. L'organizzazione spazio temporale, che rappresenta la matrice statico dinamica su cui si articolano posture e movimenti in questa fase fa riferimento prevalentemente al proprio vissuto e difficilmente costruisce il proprio agire per mezzo di operazioni mentali.

Dai nove ai dodici migliora decisamente la relazione con il gruppo ed il periodo è estremamente favorevole all'apprendimento delle abilità tecniche. Il controllo del movimento diviene più organizzato e comincia a strutturarsi la capacità di autocritica ed il pensiero creativo. Anche l'attenzione dei particolari man mano acquista un significato più semantico e si orienta anche verso situazioni ed azioni di gioco distanti dal proprio corpo. Questa è la fase infatti che dai giochi di gruppo si passa alla idea di squadra anche se con meno giocatori e con caratteristiche di relazione ancora diverse da quelle dei ragazzi più grandi. Sul piano fisico si comincia ad osservare soprattutto nell'ultimo periodo una crescita funzionale tanto da realizzare azioni e movimenti che richiedono forza rapida ed una certa capacità di resistenza aerobica.

Dai tredici in poi a sua volta, superata la fase puberale che nei maschi si conclude intorno ai quattordici , quindici anni, che crea disordine per l'asincronia con cui maturano sistemi e apparati, diviene a volte difficile da gestire soprattutto negli sport di squadra come il calcio in quanto all'interno del gruppo si possono trovare stadi di crescita diversi che a volte presentano diverse caratteristiche morfo funzionali che spesso non sono accompagnate, nel caso di precocità maturative, da identiche disponibilità sul piano cognitivo e psicologico. Nella categoria "Allievi" invece il lavoro, pur trattandosi di giovani, e quindi nonostante la fase evolutiva giovanile non sia ancora terminata, ci si avvicina sempre di più alle caratteristiche dell'adulto che normalmente si completano sul piano della maturazione funzionale intorno ai diciotto, venti anni.

Questa tappa evolutiva prevede quindi un aumento del tempo di allenamento in generale ed in particolar modo cresce la disponibilità fisica, come per esempio le caratteristiche di potenza muscolare e resistenza specifica aerobica ed anaerobica, alle richieste di prestazione.

1. Periodo 5 – 8 anni fase della crescita tecnico coordinativa

2. Periodo 9 -12 anni fase dello sviluppo tecnico coordinativo + fase della crescita cognitiva

3. Periodo 13 – 17 anni fase della maturazione tecnico coordinativa + fase dello sviluppo cognitivo e fisico

ATTIVITA' DI BASE E AGONISTICA
Tuttavia per facilitare l'organizzazione delle attività didattiche comprese tornei e competizioni, il Settore Giovanile e Scolastico insieme al Settore Tecnico suddivide, pianifica e regolamenta le attività mediante disposizioni che caratterizzano due grandi periodi di crescita del giovane calciatore: l'attività di base e l'attività agonistica.

Questi due periodi che complessivamente durano undici dodici anni, devono permettere al bambino di maturare esperienze calcistiche che, seppur partendo da percorsi pedagogici che inizialmente fanno maggior riferimento al gioco semplice e via via sempre più strutturato, col passare degli anni i programmi di insegnamento e allenamento devono orientarsi ad una formazione tecnica vera e propria, che lo mettano nel tempo in condizione di poter disputare la partita di calcio nel miglior modo possibile.

A tali premesse, risulta conseguente pensare che la bontà dei programmi didattici ed i processi di apprendimento che specificamente si verranno a favorire sono subordinati alle conoscenze e competenze dell'allenatore dei giovani. Cioè di una figura che risponde professionalmente a requisiti di:
1. Sapere relativamente a fenomeni di crescita e relative tappe di apprendimento giovanile

2. Saper fare cioè nell'essere in grado di dimostrare sul piano tecnico e rappresentare gesti, movimenti ed azioni anche sul piano verbale

3. Saper far fare che in pratica si realizza attraverso la scelta di esercizi che a loro volta fanno riferimento a metodi, sequenze e piani didattici, strumenti e mezzi di lavoro compresa la valutazione degli obbiettivi ricercati. In altre parole nell'esprimere le proprie competenze in termini operativi mettendo in atto proposte e  contenuti dell'allenamento.

Essendo il calcio uno sport collettivo e di squadra dove la qualità delle azioni è subordinata alla qualità tecnica e alla pertinenza delle scelte operate durante il gioco, un progetto formativo del giovane calciatore non può che prescindere dal riservare una ampia attività diretta allo sviluppo delle abilità calcistiche. Va tenuto  conto però, in una certa misura, e fin dai primi anni di attività, del fatto che tali abilità si dovranno esprimere relativamente a situazioni di gioco variabili, e quindi adattarsi al contesto situativo con lo scopo  di risolvere i vari quesiti tecnico-tattici posti da esse.

FRA TECNICA E TATTICA
Quindi fra tecnica e tattica deve essere costruito un "ponte" di collegamento che non faccia perdere identità al modello gestuale delle tecniche come il calciare e stoppare la palla per esempio, e nello stesso modo lasci che ad agire sulle componenti regolative del movimento cioè nei parametri della coordinazione motoria, siano i sistemi cognitivi ed i loro processi di programmazione e controllo dell'esecuzione.
Ambiti della formazione perciò come la tattica individuale devono essere considerati capitoli determinanti per poter costruire le capacità di gioco con e senza palla e nelle sue proiezioni dominanti offensiva e difensiva. In altre parole ampio risalto fin dai primi anni di pratica e più specificamente nelle categorie Esordienti e Giovanissimi (10 – 14 anni) , dovrà essere riservato all'apprendimento delle unità funzionali del gioco come il 2 contro 1 ed il 2 contro 2, così come il dribbling, lo smarcamento, l'intercettamento, la difesa della porta etc.
Seguendo quindi un percorso logico nell'iter formativo del giovane calciatore, operando con gradualità e con la sensibilità di approntare nel programma sessione didattiche che siano facilmente comprensibili e soprattutto attuabili dai bambini, si dovranno creare basi e presupposti per la strutturazione del "pensiero tattico". Il pensare e l'agire tattico nella performance calcistica devono essere considerati un tutt'uno, in termini di risposta alla valutazione dell'ambiente di gioco, alla percezione degli elementi più significativi dell'azione, all'elaborazione di un piano di risposta ed alla esecuzione finale come completamento del circuito a fasi che lega i processi mentali e motori coinvolti nella situazione e nella competizione calcistica. Fra le cognizioni attivate (elaborazione delle informazioni e decisioni conseguenti) a cui far riferimento durante il gioco possono essere contemplate sia le esperienze didattiche specifiche sia le informazioni dell'allenatore che agirà come feed-back esterno cioè come "potenziamento" degli effetti sia immediati (la giocata effettuata) che durante la crescita del pensiero tattico nel giovane (a medio termine, settimane, mesi etc.)
In un progetto pluriennale di formazione tattica giovanile, un aspetto decisivo è rappresentato dalle modalità organizzative delle partite che dovranno essere evidentemente il mezzo più specifico fra gli strumenti didattici a disposizione dell'allenatore e l'esperienza più forte sul piano emotivo tale da esaltare al massimo gli effetti dell'apprendimento. In altre parole nel tentare di renderli maggiormente stabili nella memoria. Per questo la programmazione della partita sia di torneo, campionato, amichevole etc. deve essere considerato un elemento fondamentale che chiama in causa l'operato delle società nelle figure dei dirigenti e tecnici, e dell'organizzazione federale che si adopera a stabilire regolamenti appositi per il settore giovanile. Più volte, anche in questa rivista è stata ribadita l'utilità di utilizzare con i più piccoli misure del campo e numero di giocatori ridotti e di dare la possibilità a tutti i bambini che partecipano all'"evento confronto-partita" di partecipare sia in termini di quantità che ovviamente di qualità. Le formule presentate nel Comunicato Ufficiale n.1 e nella Guida tecnica rispondono ovviamente e fedelmente tali richieste e tale impostazione oltre ad essere condivisa dal Settore Tecnico e dal Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio è sostanzialmente attuata in gran parte dei paesi appartenenti alla FIFA ed in special modo alla UEFA che rappresenta il nostro modello di riferimento più vicino.
IL RUOLO DEL TECNICO
Facendo seguito a quanto accennato nelle righe precedenti il compito dell'allenatore risulta quindi quello di progettare piani e programmi didattici identificando obbiettivi e finalità tecniche ed educative da realizzare nel breve, medio e lungo periodo. Un "disegno" strategico così ampio e soprattutto proiettato nel tempo, dato che con i piccoli occorre spostare l'accento più verso il processo formativo più lungo ovviamente rispetto a risultati immediati compreso quello della gara, non può prescindere però dalla strutturazione della seduta di allenamento. Le unità di allenamento o lezioni di calcio se ci riferiamo ai più piccoli deve contenere tutta la cultura specifica che riguarda i giovani calciatori e che abbiamo accennato all'inizio di questo articolo. Gli esercizi scelti devono rappresentare e far riferimento al modello specifico di prestazione del calcio, all'età di riferimento, ed ai fattori intrinseci alla prestazione. In questo modo, volendo rammentare tutte le possibilità da utilizzare, nella sedute dovrebbero essere contenute proposte didattiche che riguardano:

1. Tecnica di base ed applicata

2. Tattica individuale

3. Tattica di squadra

4. Qualità fisico-motorie

Lo sviluppo di queste "aree" dovrà avvenire attraverso l'utilizzo di:

1.   Esercizi con e senza palla

2.   Situazioni di gioco
3.   Possessi palla

4.   Giochi a tema

5.   Partita
LA PREPARAZIONE DEL PORTIERE
Infine il portiere, che pur essendo il numero 1, il vero regista difensivo, viene trattato nelle dissertazioni tipo la nostra, per ultimo come se non facesse parte del contesto di gioco. In effetti qualche differenza va sottolineata sotto gran parte degli aspetti che compongono la prestazione. Infatti la possibilità di utilizzare le mani e compiere gestualità con diversi modelli coordinativi come il volo o le soluzioni acrobatiche, i tuffi etc, lo differenziano dagli altri compagni di campo. Di fatto però negli ultimi anni al portiere sono state modificate alcune regole di gioco che ne hanno condizionato il comportamento tecnico-tattico. Una di questa, quella del retro passaggio, ha reso necessario che anche il portiere divenisse abile a giocare con i piedi e questo ha di conseguenza condizionato i programmi di insegnamento-allenamento. Anche per il portiere quindi strumenti importanti di lavoro dovranno essere le forme di gioco-divertimento per far acquisire i gesti fondamentali specifici, e successivamente  le situazioni di gioco man mano che il piccolo si svilupperà per poter esperire in condizioni più vicine e specifiche le realtà della partita.

STEFANO D'OTTAVIO
Responsabile Area Tecnica SGS - FIGC (articolo da FIGC.it)

mercoledì 22 dicembre 2010

Corsi Coni-FIGC per ‘Istruttori di Scuola Calcio ’ privi di qualifica federale delegazioni di Venezia e San Donà di Piave

Il Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C., in collaborazione con il C.O.N.I. Uffici Manifestazioni Promozionali Centri Giovanili e Scuola Regionale dello Sport, organizza un Corso di informazione per “Istruttori di Scuola Calcio”, al quale potranno presentare domanda tutti i tecnici ,che abbiano un’età minima di anni 18, privi di qualifica Federale e operanti in ambito giovanile in società di pertinenza delle Delegazioni di VENEZIA e SAN DONA’ DI PIAVE

Il corso si terrà nella provincia di VENEZIA dal 15 FEBBRAIO al 20 APRILE 2011

Luogo di svolgimento CENTRO CIVICO DI MARCON (VE)

Per informazioni : n. tel Delegazione VENEZIA 041 - 2524152 n. fax Delegazione VENEZIA 041 - 2524150

Referente ___________________________________Cell. n. __________________________________________

Al Corso saranno ammessi un minimo di 35 iscritti sino ad un massimo di 50.

I candidati dovranno presentare DOMANDA, utilizzando il modello allegato, ENTRO E NON OLTRE il 26.01.2011, ore 12.00, presso la sede della Delegazione Distrettuale di VENEZIA. – Via DELLA PILA, 1. o inoltrarla a mezzo FAX al

N 041 - 2524150.oppure la potranno inviare a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, purché pervenga nel medesimo termine massimo del 26.01.2011

Alla domanda – utilizzare il modello predisposto - dovrà essere allegato:

1) un certificato di idoneità alla pratica sportiva NON AGONISTICA del giuoco del calcio - IN ORIGINALE (con validità fino al termine del Corso) rilasciato dal Medico di Medicina Generale (che avrà cura di apporre il timbro dell’ULSS di appartenenza) o da Specialisti in Medicina dello Sport, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative.

2) la dichiarazione firmata dal Presidente della Società, redatta su carta intestata della stessa, che attesti il suo operato presso la società nella stagione sportiva in corso specificando la categoria in cui svolge le mansioni di tecnico.

SELEZIONE PARTECIPANTI

Qualora si dovesse procedere ad una selezione dei partecipanti, per richieste in numero superiore al previsto, dovrà essere data precedenza a coloro che sono già impegnati attivamente nelle Scuole di Calcio (in particolare se in un Centro Calcistico di Base), oltre che tenere in considerazione la data di arrivo delle richieste( verrà stilata una graduatoria in base all’ordine di arrivo delle domande. Nel caso di domande pervenute contemporaneamente costituirà titolo di preferenza la maggiore età anagrafica).

Al Corso può partecipare un solo tecnico per Società. Le società che hanno più tecnici interessati al Corso, dovranno segnalare a quale nominativo dare la preferenza. Gli altri tecnici verranno ammessi allo stesso Corso in caso di posti disponibili, sino al raggiungimento dei 50 previsti.

SVOLGIMENTO CORSO

Il Corso avrà la durata di 85 ore di lezione (comprensive di valutazione finale da effettuarsi non prima di 4 settimane dopo l'effettuazione del tirocinio), così suddivise:

Parte specifica 70 ore a carico della F.I.G.C. - Settore Giovanile e Scolastico

sezione A: indicazioni didattico-metodologiche - Calcio Femminile

e Carte Federali 32 ore (teoria e pratica)

sezione B: psicopedagogia 6 ore (teoria)

sezione C: rapporti Società Sportiva-Scuola 3 ore (teoria)

sezione D: medicina sportiva 6 ore (teoria) + 5 ore di Corso BLSD per ottenere

l’abilitazione IRC all’ utilizzo del defibrillatore semiautomatico (in collaborazione con il 118)

sezione E: norme arbitrali 3 ore (teoria)

sezione F: Associazione Italiana Allenatori Calcio 1 ora (teoria)

sezione G: Associazione Italiana Calciatori 1 ora (teoria)

valutazione: tirocinio presso una Scuola Calcio 10 ore (teoria-pratica)

arbitraggio di 3 gare della categoria di base 3 ore

più ESAME con test valutativi e tesina 3 ore (teoria)

Parte generale 15 ore a carico C.O.N.I.

modulo A: teoria e metodologia dell'insegnamento 6 ore (teoria)

modulo B: teoria e metodologia dell'allenamento 7 ore (teoria)

valutazione: test valutativi 2 ore

Il monte ore verrà ripartito in moduli da 3/4 ore ciascuno, con frequenza di circa 3/4 incontri settimanali, più il tirocinio.

Le lezioni teoriche e pratiche si svolgeranno in sedi da individuare a cura delle Delegazioni Provinciali/Distrettuali della F.I.G.C..

MODALITA’ DI VALUTAZIONE

Potranno essere valutati gli allievi che avranno seguito il 90% delle presenze per ciascuna materia ( qualora l’allievo salti lezioni specifiche fondamentali per il prosieguo del corso o per l’ammissione all’esame finale, sarà possibile prevedere il loro recupero in altri corsi avviati nella stessa provincia o in altre province limitrofe).

Verranno sottoposti ad esame secondo le seguenti indicazioni:

1 – valutazione del CONI

2 - valutazione del tirocinio didattico attraverso:

a) presentazione tesina relativa allo sviluppo di una seduta di allenamento inserita in un programma didattico più generale per una delle categorie di base, definita di concerto con il coordinatore didattico del corso, indicandone gli aspetti peculiari;

b) osservazione del tirocinio didattico praticato dall’allievo, effettuata di concerto con il “tutor”

3 – valutazione test scritto relativo alla parte specifica FIGC

4 – discussione finale inerente la parte specifica FIGC, con particolare riferimento alla tesina presentata, al test scritto e al tirocinio effettuato.

I partecipanti dovranno versare all’inizio del corso una quota di iscrizione di € 150,00, comprensiva dei libri di testo, a mezzo assegno circolare intestato a: DELEGAZIONE PROVINCIALE DI VENEZIA

Alla conclusione del Corso sarà rilasciato, a tutti i corsisti, un attestato di partecipazione dalla Scuola Regionale dello Sport.

I candidati che concluderanno il corso superando con esito positivo le prove di valutazione acquisiranno n. 6 punti validi per l’eventuale ammissione al corso di Allenatore di Base.

DOMANDA PER IL CORSO CONI – FIGC PER “ISTRUTTORI DI SCUOLA CALCIO” PRIVI DI QUALIFICA TECNICA FEDERALE ED OPERANTI NELLE SCUOLE CALCIO CHE SI SVOLGERA’

A.._MARCON (Ve)____. Presso CENTRO CIVICO. dal 15.02.2011.al 20.04.2011

Il sottoscritto__________________________________________________________

nato a ____________________________________ il__________________________________________

residente a: CAP_____________ Città____________________________________ Prov_____________

Via _____________________________________________________ n° __________________________

Codice Fiscale ___________________________________

Titolo di studio _________________________________________________________________________

Tel. CELL. ___________________________________/ fax___________________________________________

chiede di essere ammesso a partecipare al corso in oggetto, indetto dalla F.I.G.C. e dal C.O.N.I. Uffici Manifestazioni Promozionali Centri Giovanili e Scuola Regionale dello Sport.

Allega :

1) un certificato di idoneità alla pratica sportiva NON AGONISTICA del giuoco del calcio - IN ORIGINALE (con validità fino al termine del Corso) rilasciato dal Medico di Medicina Generale (che avrà cura di apporre il timbro dell’ULSS di appartenenza) o da Specialisti in Medicina dello Sport, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative.

2) la dichiarazione firmata dal Presidente della Società, redatta su carta intestata della stessa, che attesti il suo operato presso la società nella stagione sportiva in corso specificando la categoria in cui svolge le mansioni di tecnico.

□  PICCOLI AMICI

□ PULCINI

□ ESORDIENTI

□ GIOVANISSIMI

□ ALLIEVI

Dichiara inoltre di aver preso visione del bando, in particolare delle modalità di selezione dei partecipanti, del costo e della durata dello stesso.

Indicare successivamente ( a cura della Delegazione) - Versati €. 150,00 a mezzo:

(Assegno n:____________________________ Banca _________________________________________)

Data firma

______________ ______________

NOTA BENE : I dati contenuti nel seguente modulo verranno trattati nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy.

giovedì 9 dicembre 2010

Corso di Abilitazione ad “Allenatore di Base” - UEFA B Verona dal 17/1 al 26/02/2011

Il Settore Tecnico della F.I.G.C., organizzerà un Corso Regionale per l’abilitazione ad “Allenatore di Base” – Uefa B che si svolgerà a Verona dal 17/1 al 26/2/2011, affidandone l’attuazione all’A.I.A.C. (Associazione Allenatori).
I candidati dovranno presentare domanda, per posta o per corriere, entro e non oltre Martedì 4 Gennaio 2011 alla Segreteria Nazionale A.I.A.C. – Corso Allenatori di Base – Uefa B – Via G. D’Annunzio 138/a – Coverciano – Campo 5 – 50135 Firenze.
Non saranno accettate le domande che perverranno oltre tale termine anche se presentate in tempo utile agli uffici postali o ai corrieri.
Tutti gli interessati potranno prendere visione e ritirare copia del "Bando di ammissione al Corso" presso il Settore Tecnico della F.I.G.C., presso la sede dell’A.I.A.C. e presso le sedi dei Comitati della Lega Nazionale Dilettanti o scaricarlo dal sito internet: www.settoretecnico.figc.it o www.assoallenatori.it  .
Le domande dovranno essere redatte esclusivamente sui moduli previsti dal Settore Tecnico.

mercoledì 22 settembre 2010

Bando di Ammissione al Corso Base – Uefa B per l’abilitazione ad Allenatore di Giovani e Dilettanti

Il Comitato Regionale Veneto, in collaborazione con il Settore Tecnico della F.I.G.C., organizzerà un Corso Regionale per l’abilitazione ad “Allenatore di Base – Uefa B” che, con il coordinamento della Delegazione Locale FIGC, si svolgerà a Martellago (VE) dal 3/11 al 4/12/2010.
Gli interessati dovranno presentare domanda entro e non oltre Lunedì 18 Ottobre 2010 – ore 13.00 – al Comitato Regionale Veneto (Via della Pila n. 1 – 30175 Marghera – VE) o la potranno inviare a mezzo di Raccomandata con avviso di ritorno, purché pervenga nel medesimo termine perentorio del 18/10/2010.
Le domande dovranno essere redatte esclusivamente sui moduli previsti dal Settore Tecnico, che vengono – unitamente al bando – pubblicati in allegato al presente Comunicato.
Si invitano tutti i candidati interessati a leggere con attenzione il bando di concorso ed a compilare con la massima precisione i moduli previsti, unendo:
- n. 2 fotografie formato tessera (apponendo sul retro il proprio nominativo);
- certificato medico;
- fotocopia del documento di identità o passaporto.
Al Corso, che avrà la durata di cinque settimane, saranno ammessi n. 40 candidati.Le lezioni teoriche e pratiche si terranno - di massima - dalle ore 17.00 alle ore 22.00di tutti i giorni, ad eccezione delle giornate di sabato in cui potranno svolgersi al mattino; nella quarta settimana sono previste visite a squadre giovanili e Scuole calcio in orario pomeridiano. Trascorsa una settimana dalla conclusione del Corso ogni allievo sarà esaminato da un’apposita Commissione e, per conseguire l’abilitazione, dovrà ottenere la sufficienza in tutte le materie.